Pasqua a Santo Domingo
5 febbraio 2009 | Archiviato in Tour a Santo Domingo.
Il fascino coloniale di Santo Domingo è capace di regalare scorci, suggestioni ed esperienze indimenticabili. Perché non approfittarne per un bel viaggio a Pasqua?
La capitale della Repubblica Dominicana, Santo Domingo, vale bene una visita grazie alla città coloniale, dal 1990 dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Le sue strade e i suoi palazzi che sembrano non notare il trascorrere del tempo, ma anche negozi e locali trendy, palazzi ristrutturati e trasformati in hotel di charme e un’energia, che si respira nell’aria e che è probabilmente l’autentico motore della città.
Santo Domingo venne fondata nel 1496 da Bartolomeo Colombo, fratello del navigatore Cristoforo, ed è la più antica città del continente americano. L’Unesco ha riconosciuto Santo Domingo come la culla della civilizzazione europea del Nuovo Mondo e per questo ha dichiarato la parte coloniale della città patrimonio dell’umanità. Viene definita “la città dei primati” perché oltre ad essere la prima città del Nuovo Mondo, qui sono stati costruiti la prima Cattedrale, il primo monastero, il primo ospedale, la prima università e il primo Parlamento.
Passeggiare per la Città Coloniale di Santo Domingo significa lasciarsi avvolgere da antiche atmosfere date dalle strade su cui si affacciano queste costruzioni che risalgono al XV secolo ma anche assaporare la cultura e le tradizioni che, come il suo popolo, affondano le radici in un meltin’ pot di tempi, culture e nazioni differenti. Per questo non c’è un percorso particolare da seguire ma in genere si consiglia di percorrere queste strade secondo il proprio istinto per lasciarsi incantare da ciò che ciascuno preferisce.
È impossibile elencare tutto quello che questa città racchiude: centinaia di opere, tra monumenti e palazzi di interesse storico. L’ideale è tuffarsi in una piacevole esplorazione sulle tracce di Colombo e del periodo coloniale. Si può partire dai coloratissimi mercatini rionali -tra cui va ricordato il mercato Modelo- che segnano il ritmo della città per passare poi alla plaza de España, fulcro del centro coloniale e caratterizzata da oltre 300 edifici in stile gotico-moresco. Qui si trova anche l’Alcazar de Colón, costruito nel 1590 da don Diego Colombo, figlio di Cristoforo, per ospitare la sua corte, è realizzato secondo lo stile gotico mudejar (una fusione tra elementi romanici, gotici e arte araba) e per realizzare le 22 stanze e le 72 porte e finestre che compongono il palazzo non è stato impiegato nemmeno un chiodo: porte e finestre ruotano su perni e si chiudono con grandi assi di mogano che impreziosiscono le massicce pareti. All’interno dell’edificio, ora trasformato in museo, gli appartamenti sono rimasti arredati con mobili dello stile dell’epoca. A poca distanza è possibile ammirare le mura di cinta erette nella seconda metà del 1500 per difendere la città dagli attacchi del pirata Francis Drake.
Un’altra meta obbligata è la Catedral Metropolitana Santa Maria de La Incarnaciòn, la prima cattedrale americana, la cui costruzione iniziata nel 1521 è stata più volte interrotta e ripresa. Proprio per questo prolungarsi dei lavori, all’interno dell’edificio si fondono elementi gotici e rinascimentali e, malgrado prevalga lo stile classico, generalmente è ascrivibile al tardo gotico.
Davanti all’entrata laterale si apre il Parque Colon, che celebra con una statua il navigatore genovese. Da qui si diparte Calle El Conde, la via principale della zona coloniale, chiusa al traffico, ricca di negozi commerciali e di artigianato, ideale per una passeggiata un po’ più mondana.
Il Convento de los Dominicos è sede di altri primati: sede della prima cattedra di Teologia nel 1532, nel 1538 riceve da Papa Paolo III il titolo di Università e diventa così il primo Ateneo del Continente. Se si passeggia alla ricerca delle tracce più antiche del periodo coloniale, non bisogna tralasciare il Faro a Colón: un imponente edificio di epoca moderna, costruito in occasione del quinto centenario della scoperta dell’America sul lato est della città, che ospita le spoglie del navigatore genovese e numerosi altri reperti che risalgono al tempo della scoperta del continente americano.
Per soggiornare senza perdere nemmeno un attimo dell’atmosfera coloniale, basta fermarsi al Nicolas de Ovando: hotel di charme così chiamato perché dimora del militare spagnolo che fu anche Governatore delle Indie. Il palazzo risalente al 1502 è considerato patrimonio storico dell’Unesco e si affaccia direttamente su Calle Las Damas. All’interno, lusso e fascino coloniale si intrecciano in un’autentica meraviglia per tutti i sensi.
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